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Le tante facce di Catania, la città degli abusi e degli abusivi, dei soprusi e degli abusi, dei locali Vip e di ragazzi che pensano "altro"

Catania dei locali Vip, pantaloni con svoltine, stivali, aperitivi e luoghi comuni. Catania dei locali alla moda, della serie ‪#‎matuseiinlistaconchi‬. Catania delle putie abusive, carne di cavallo al monossido di carbonio, suolo occupato abusivamente. Catania del nonpensiero ‪#‎tantomicalacambioiostacittàdimerda‬.

Un padre, una madre, una figlia e una scena che va in replica ogni giorno in migliaia di famiglie dove il dialogo è finito a pezzi

La ragazzetta avrà avuto18 anni, forse 20. Normale, bellina. Bellina e normale come tante ragazze della sua età. Capelli curati e un po’ di trucco, ma senza eccessi. Jeans e maglioncino alla moda. E un muso lungo così. Già un muso lungo così e i genitori al seguito. Perché mamma e papà sembrava portarseli addosso lei, la ragazzetta. Un peso, ma un peso che era difficile da capire.

Il pallone sul piede sinistro, davanti uno spazio enorme, che fare? Destro o sinistro che differenza c'è? Comanda la testa

Il pallone che rotola incerto su quel campo, ormai un monoblocco di cemento armato con quel po' di terriccio che diventa polvere al primo sole e fango al primo acquazzone. Il pallone che rotola, seguendo i capricci del terreno, gli avvallamenti e le buche, ciuffi di umidità che sono l'unico verde che si intravede, e regalano un'illusione ottica e cromatica. Un piccolo inganno.

Quel ritornello che tornava due volte al giorno: non cambi mai. E lui, immobile, stava lì e cercava la via d'uscita

Glielo ripeteva ogni giorno. Anche due volte al giorno. Glielo ripeteva ed era un amorevole rimprovero. Era una considerazione. Era un’analisi. Era una constatazione. Era un avvertimento, sì anche un avvertimento. Erano tutte queste cose insieme.

Il bambino era affascinato dalle storie di paura. Ma quella del rez-de-chaussée le batteva tutte. E ogni notte tornava in sogno

Da piccolo, come ogni bambino, era sempre stato affascinato, maledettamente ed inesorabilmente affascinato, dalle storie di mistero e di paura. Più erano misteriose, più incutevano paura, più gli restavano impresse in testa e nella memoria. E la notte tornavano nei suoi sogni, mescolando racconti e realtà, immagini, visioni, visi, oggetti, luoghi.

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